Horrors of malformed men

Pubblicato: marzo 25, 2008 in Uncategorized

Horrors of malformed men (Teruo Ishii, Jap 1969)

"Voglio che tu costruisca una statua di un dio dalla testa equina che protegga quest'isola. Avrà tre teste ed undici code. Dev'essere coronata dalla testa di un cavallo vivo. E' il mio sogno, da 30 anni. Usa carne umana per costruirla".

Un giovane chirurgo si ritrova intrappolato in un'istituto di igiene mentale. Riuscire a evadere e tenterà di riscoprire il suo passato con l'aiuto di una ragazza incontrata per strada. Dopo aver scoperto da un quotidiano che un uomo a lui identico è morto, ne prenderà il posto: vivendone la vita lussuosa fino ad approadare all'isola di proprietà del padre di quest'ultimo. Dove scoprirà finalmente le ragioni del suo viaggio.

Chiunque si avvicinasse a Horrors of malformed men attirato dalla sua fama di film maledetto, rimarrebbe deluso. Per una semplice ragione: se il film di Ishii è stato praticamente bandito in Giappone fino ai giorni nostri non è per l'oltraggiosità delle sue immagini, né per la crudezza delle torture che mette in scena. Ishii stesso ha fatto ben di peggio in altri lavori, senza subire il boicottaggio dei censori.
Ciò che ha reso Horrors of malformed men un film proibito, piuttosto, è la rappresentazione esplicita, disincantata e un po' rabbiosa della deformità postatomica che condannò due intere prefetture giapponesi alla fine del secondo conflitto mondiale. A poco più di vent'anni dalla bombe sganciate sul giappone dagli alleati, Ishii sbatte in faccia i propri concittadini deformità mostruose molto simili a quelle causate dalle bombe degli alleati. Evita sapientemente di parlare di atomica, ma affida il messaggio alla danza Butoh che anima i suoi personaggi: genere nato nel secondo dopoguerra proprio per rappresentare spasmi e angosce delle vittime atomiche.
L'equazione, in patria, l'hanno fatta in fretta. E il film di Ishii è stato chiuso negli archivi per anni. Vederlo ora riesce ancora a stupire, e molto, per la potenza della sua rappresentazione, che mescola danza Butoh, psichedelia, thriller e horror, in quello che giustamente può essere considerato uno dei film chiave del genere ero goru nansensu. Japanxploitation, per intenderci. Horrors of Malformed Men è già Jodorowsky, un anno prima di El Topo. Ma è anche il film di chi ha già visto i jump-cut e le macchine a mano della nouvelle vague da poco nata in Europa.
Non ci sono vie di mezzo. Dopo aver seguito la lunga odissea visiva messa in scena da Ishii le strade sono due: vi alzerete un po' disgustati, pensando di aver visto il film più stupido, incoerente e malato che sia mai finito nella vostra videoteca. Oppure vi alzerete sorridenti, perché avete appena assistito al viaggio cinematografico più assurdo, eccessivo ed affascinante, che la cinematografia giapponese ci abbia mai regalato.

commenti
  1. anonimo ha detto:

    Me lo procuro subito e spero nelal secodna ipotesi, anche se di film “assurdi, eccessivi e affascinanti” la cinematografia giapponese non scarseggia e mi par difficile competere con i campioni del genere (Tetsuo, Akira, The Embryo Hunts in Secret, Dead or Alive etcetc)

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