Lo Hobbit

Pubblicato: gennaio 10, 2013 in Recensioni
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Lo Hobbit di Peter Jackson (Usa-Nuova Zelanda, 2012)
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Bilbo Baggins, tranquillo hobbit della Contea, si ritrova improvvisamente arruolato da una compagnia di nani. Per un viaggio fantastico alla ricerca dell’oro custodito da un drago malvagio.

Ci sono dei momenti in cui un regista dovrebbe fermarsi, soprattutto se ha avuto la fortuna di azzeccare una trilogia che si trasforma in qualcosa di più: un fenomeno di costume. Era successo a George Lucas, che ha deciso di riprendere in mano (con esiti decisamente altalenanti) Guerre Stellari. Sta succedendo, con le dovute proporzioni, anche a Peter Jackson.
Nel bene e nel male, a prescindere da quello che lo spettatore provasse per i mondi di Tolkien, la trilogia del Signore degli Anelli è stata qualcosa con cui tutti hanno dovuto fare i conti. Per la prima volta un regista si cimentava con qualcosa di così vasto e impegnativo da aver spaventato, per anni, anche il più coraggioso dei produttori. Realizzando un’opera cinematograficamente colossale e destinata a restare nei libri di storia del cinema delle prossime generazioni. Anche per “originalità” produttiva (la Nuova Zelanda e l’intera serie girata in un’unica soluzione, per ammortizzare i costi).
Bastava fermarsi là e dedicarsi ad altro. E invece no. Peter Jackson ha deciso di prendere in mano Lo Hobbit, libro-antefatto del grande capolavoro di Tolkien, e ha deciso di portare al cinema anche questo. L’esito, però, riesce a stento a entusiasmare soltanto il fan del genere. Vuoi per la scelta, puro exploitation di genere, di trasformare in trilogia un libro che non ha lo spessore (anche in termini di pagine) del Signore degli Anelli. Vuoi per l’overdose di orchi & orchetti degli anni passati, che rende molto meno straordinaria l’esperienza visiva del mondo tolkeniano sul grande schermo. Qualcosa di buono, per carità, c’è. A partire dal coraggioso uso sperimentale della ripresa in 48fps (straniante, ma interessante). Per il resto ci si diverte un po’, si rimane a bocca aperta un po’, ma ci si annoia molto.
Consigliato solo a chi tira un dado a 12 facce prima di ogni scelta importante.

commenti
  1. MonsieurVerdoux ha detto:

    Devo dire che l’impostazione più ironica e fanciullesca, in qualche modo meno epica (e quindi in linea anche con il romanzo Lo Hobbit, che è più un lungo racconto per ragazzi che un romanzo monumentale come il signore degli anelli) non mi è dispiaciuta, e nel complesso il film secondo me non è male (anche se sono d’accordo con te quando dici che è un pò noioso, specialmente nella prima parte, come leggerai da me).

  2. maste ha detto:

    “Consigliato solo a chi tira un dado a 12 facce prima di ogni scelta importante”
    questa è meravigliosa

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