Paradiso Amaro

Pubblicato: marzo 30, 2012 in Recensioni
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Paradiso amaro di Alexander Payne (Usa, 2011)

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Matt King ha tutto quello che si può desiderare nella vita. E’ ricchissimo, vive alla Hawaii, ha una bella moglie e due splendide figlie. Peccato che quello che tutti considerano il paradiso sia un luogo dove i drammi, e le sfortune, avvengono come in qualunque altra parte del mondo. Facendo altrettanto male a chi li deve affrontare.

Forse non c’è bisogno di scomodare la parola “perfezione”, come ha fatto il New York Times, per parlare dell’ultima commedia drammatica (o dramma leggero?) di Alexander Payne. Eppure è innegabile che nell’ultimo film del regista di Sideways ci sia un tocco che rasenta la perfezione nel narrare con leggerezza, ma senza essere leggeri, il dramma di una famiglia. Forse più fortunata di altre, ma non per questo impermeabile alla sfortuna.
Il paradiso amaro del titolo è quello vissuto da Matt King (il sempre bravissimo George Clooney) dopo l’incidente che ha ridotto in stato vegetativo la moglie. E così un’isola di palme, oceano e surf (“ma io non lo faccio da quindici anni, il surf”) si trasforma all’improvviso in un’odissea di ospedali, flebo e cateteri. Mentre Matt scopre la doppia vita della moglie e decide di affrontarla come meglio crede, accompagnato nell’avventura da due figlie che lo ascoltano a stento e da uno strampalato amico della maggiore.
La bravura di Payne sta nella capacità di rendere credibile, intimo, eppure spassoso, un quadretto familiare ai limiti della caricatura. Dove discendenti bianchi di nobili hawaiani vivono di rendita da generazioni, pur sembrando dei barboni poco interessati alle cose della vita. Fino a trovare, loro malgrado, una sorta di redenzione grazie al richiamo etico che agita uno di loro. La bellezza delle isole statunitensi, e la colonna sonora indigena, fanno il resto del lavoro. L’impressione alla fine è quella di trovarsi davanti a una commedia preziosa, di quelle che escono raramente dal guscio.

commenti
  1. ale55andra ha detto:

    Graziosissimo, però, appunto, la perfezione è un’altra cosa.

  2. cineblob ha detto:

    Infatti non ho capito l’entusiasmo del New York Times, resta il fatto che è una visione più che piacevole no?

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