The housemaid

Pubblicato: giugno 3, 2011 in Recensioni
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The housemaid di Sang-soo Im (South Korea, 2010)

La signorina Li diventa la nuova governante dei Goh, ricchissima famiglia dell'alta borghesia coreana. La relazione con il capofamiglia Hoon porterà però l'allegro quadretto familiare verso un inevitabile esito tragico.

Bisogna dare fiducia al cinema coreano quando arriva in sala anche in Italia, sempre e a prescindere. Perché dopo una breve parentesi felice (vi ricordate Park?) i distributori italiani sembrano aver cambiato idea e a noi spettatori tocca farli ritornare sui loro passi. Anche a costo di ritrovarci a vedere film magari imperfetti, ma comunque diversi (e questo è un bene) da gran parte di ciò che si vede in sala in Italia.
E' con questo spirito che ieri, in una sala con appena 6 spettatori (sic), sono andato a vedere The housemaid. Remake di un famosissimo (in patria) e omonimo film degli anni '60, rimescolato tanto nello stile che nell'intreccio, The housemaid non è certo il film coreano migliore della passata stagione. Ogni tanto è un po' rozzo, specie nel tratteggio dei personaggi e in qualche dialogo quasi ridicolo (colpa dell'adattamento?), eppure nel complesso il mix di erotismo e dramma funziona. Merito del regista Sang-soo Im, che con una combinazione simile di ingredienti era riuscito a convincere i distributori italiani nello scommettere su La moglie dell'avvocato.
Stavolta è tutto più cupo, drammatico e spietato. Con una bravissima protagonista (Do-yeon Jeon, che viene dalle serie tv), che spicca per sincerità su una serie di personaggi troppo stilizzati per essere credibili. Finale spietato e bruciante, come se ne vedono pochi. Lontani dalle vette del gran cinema, ma comunque sopra la media. Vale la pena togliervi la curiosità.

commenti
  1. anonimo ha detto:

    Concordo assolutamente. Io son stato anche un po' più generoso col voto. Ma comunque bisogna creare davvero una cordata e far tornare il cinema asiatico tutto in Italia. Hai ragione quando scrivi che è uno sguardo diverso, poi che sia più o meno valido è ovviamente questione di singoli film, ma che ci debba essere nelle nostre sale è fuori discussione (anche se ci credo poco che tornerà… L'Italia è pigra).

    Noodles

  2. cineblob ha detto:

    L'unica speranza, come sempre, sono i festival maggiori. Se passano da lì hanno qualche possibilità di farcela. Forse la colpa è anche nostra: andiamo poco al cinema e certi film li guardiamo prima che escano in Italia. In ogni caso si potrebbe pensare davvero di costruire un movimento, magari partendo banalmente dai social network.

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