After life

Pubblicato: marzo 26, 2011 in Recensioni
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After life di Hirokazu Koreeda (Jap, 1998)

Cosa c’è dopo la morte? Una settimana di tempo, insieme a dei consulenti, per scegliere un solo ricordo da portare con sé per l’eternità. E poi, appunto, l’eternità.

Bisognerebbe vedere tutti i film di Koreeda e consigliare alla gente a cui vogliamo bene di fare lo stesso. Noto tra i cinefili da festival, ma praticamente sconosciuto in sala, Koreeda sa raccontare la natura umana con una delicatezza rara nel cinema contemporaneo. Nelle mani di gran parte dei registi “occidentali” After life si sarebbe potuto trasformare in un profluvio di effetti speciali e flashback, nel tentativo di rendere tangibile l’interrogativo di chi si trova a fare i conti (per l’ultima volta) con la propria vita. Koreeda non vuole seguire questa strada, anche per i limiti di budget, ma soprattutto non ne ha bisogno.
Unico elemento soprannaturale, se così lo possiamo definire, è la nebbia che circondo l’edificio in cui arrivano i morti in transito verso l’eternità. Per il resto l’hereafter di Koreeda sembra più un centro di cura pubblico che l’aldilà immagintato da secoli, un luogo delimitato nel tempo e nelle spazio dove i morti sono costretti a fare i conti con la propria vita in lunghe interviste riversate in vhs.
Eppure non ci si annoia: Koreeda è troppo bravo nell’esplorare con delicatezza la psiche dei suoi non-vivi. E vederli rimettere in scena il ricordo più bello della loro vita, con tanto di troupe cinematografica e sala d’essai per le proiezioni, è un’intuizione troppo brillante per non rimanerne estasiati. Bellissimo, davvero.

commenti
  1. anonimo ha detto:

    Koreeda è un grande. Questo, grazie a Ghezzi, è stato il suo primo film che ho visto. Poi ho continuato a seguirlo e non me ne sono pentito. A tratti riecheggiano in lui persino Kurosawa (p. es. in "Hana") e Ozu (in "Aruitemo aruitemo").

    Ciao
    Christian

  2. cineblob ha detto:

    Io l'ho conosciuto quando è uscito Nobody Knows, poi ho iniziato ad andare indietro… possibile che non venga distribuito ancora da noi?

  3. anonimo ha detto:

    Purtroppo il cinema d'autore orientale non sembra più andare di moda presso i distributori italiani. Basti pensare che da noi in sala non sono più arrivati nemmeno gli ultimi film di Kitano, Tsai Ming-Liang, Kim Ki-Duk, ecc.
    E "Departures" è uscito solo perchè aveva vinto l'Oscar.
    Figuriamoci Koreeda che, a differenza di questi, non è nemmeno noto al grande pubblico.

    (Però, incredibile ma vero: fra una settimana dovrebbe sbarcare nei nostri cinema "Poetry" di Lee Chang-Dong !!!)

    Ciao
    Christian

  4. cineblob ha detto:

    già, ho come l'impressione che la "breve" illuminazione che ha colpito negli anni scorsi i distributori italiani sia già svanita. in parte o quasi del tutto. forse era solo frutto di una moda che, purtroppo, si è spenta.

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