Il discorso del Re

Pubblicato: marzo 5, 2011 in Recensioni
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Il discorso del Re di Tom Hooper (Uk, Australia & Usa, 2010)

L'ascesa al trono di Re Giorgio VI d'Inghilterra durante i difficili anni dell'apoteosi nazista, raccontata attraverso il complicato rapporto con un logopedista australiano. Che trasfrormò un nobile balbuziente in un re paladino della libertà mondiale.

E' difficile fare i conti con un film dopo che è stato incensato da una piccola valanga di Oscar (ben quattro). I rischi sono due: esaltazione sull'onda dell'Academy (ma a me capita raramente) o innaturale diffidenza e crudeltà innata (vedi alla voce Il paziente inglese).
Cercando di percorrere il sentiero dell'obiettività, comunque impossibile quando si giudica un film, bisogna dire innanzitutto una cosa. Soprattutto se si ha la fortuna di vedere il film in lingua originale. L'Oscar a Colin Firth, più che meritato, era necessario. Degli altri si può discutere. Anche perché, come hanno notato in molti, è difficile assegnare il premio per la miglior sceneggiatura originale a un film ispirato da una pièce teatrale suggerita al regista da sua mamma.
Al di là di eventuali (e inutili) polemiche post Oscar resta però un dato di fatto. Il discorso del re è un film con una regia netta ed elegante, un gran gusto per la composizione dell'immagine e una fotografia dai magistrali toni freddi. Oltre a essere uno straordinario film di attori, che potrebbe funzionare anche se si svolgesse in una camera vuota.

commenti
  1. anonimo ha detto:

    A me non ha convinto proprio. Sì, ha una buona forma, ma tutto sommato piuttosto ingessata e senza alcuna sorpresa. Il problema è il contenuto, una storia scontata nella sua brillantezza, un po' patetica. Se ti va leggi il mio post in merito.
    Ciao!

  2. anonimo ha detto:

    Carino ma sopravvalutato, per me. Concordo con l'anonimo del primo commento: c'è troppa cura per la forma e poca per i contenuti. E questo emerge persino all'interno della storia: il messaggio è quasi che non importa cosa si dica (si possono dire anche parolacce, o addirittura comunicare un evento drammatico come l'entrata in guerra), l'importante è che lo si dica bene e tutti saranno contenti. ^^

    Ciao
    Christian

  3. cineblob ha detto:

    Tengo la posizione.
    Viva le storie un po' patetiche, se il risultato è questo. E poi non capisco la critica sull'opposizione forma/contenuto. Il discorso del Re racconta, con stile, uno spaccato di "Storia" (con tutte le virgolette del caso) attraverso le insicurezze di un uomo. Credo faccia bene entrame le cose. ^__^

  4. Ale55andra ha detto:

    Secondo me gli Oscar alla regia e al film sono immeritatissimi, fermo restando il fatto che si tratta sicuramente di un buon film.

  5. cineblob ha detto:

    Capisco non condividerli del tutto, ma dire che sono "immeritatissimi" mi sembra un po' troppo. Insisto: l'Academy cerca sempre il "classico" da premiare e questo era la scelta più diretta.

  6. cinemaleo ha detto:

    A mio parere un  «grande» film perché ci presenta una regia  una sceneggiatura un cast da plauso, perfetti e senza la minima sbavatura

  7. cineblob ha detto:

    Bravo, peccato che per alcuni pare che questo sia un limite. O il segnale di una "commercialità" non meglio identificata 🙂

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