Perché non possiamo non dirci futuristi

Pubblicato: novembre 5, 2010 in Uncategorized

Perché non possiamo non dirci Futuristi*
*(e non c'entrano né Marinetti, né Fini)

Esistono dei film che ci entrano sotto le pelle e arrivano fino alle sinapsi più profonde. Film che diventano parte del modo di fare, pensare, agire e vestire di più generazioni. Film che superano gli anni, i decenni, e anche alla ventesima visione sono freschi come se fosse la prima volta. Film che superano la barriera del cult, per sfondare quella (ancora più profonda) dei luoghi comuni.
Ritorno al Futuro è uno di questi grandi miracoli che la storia del cinema ci ha regalato. Poco importa che qualcuno potrebbe alzarsi in cattedra e dire che in fondo è "solo" un film di fantascienza. Rispondetegli che due serate di tutto esaurito al cinema, a 25 anni dalla prima uscita in sala, dimostrano che i generi minori (se mai sono esistiti) non hanno complessi di inferiorità. E che vedere un'intera platea che applaude soddisfatta le scene chiave di un film, prima ancora che si concludano sullo0 schermo, è forse il regalo più grande a cui un regista possa aspirare.
In più godersi quegli splendidi piani sequenza che a otto anni ti erano sfuggiti, come il ping pong della macchina da presa durante l'incontro al bar tra Martin e suo padre, è un regalo che proprio non mi aspettavo.

commenti
  1. CineSerialTeam ha detto:

    Visto al cinema. Gran bella emozione.

  2. cineblob ha detto:

    Quasi come la prima volta ^_^

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