Cella 211

Pubblicato: Maggio 7, 2010 in Uncategorized

Cella 211 di Daniel Monzòn (Spagna-Francia, 2009)

Un neosecondino, appena arrivato in una prigione di massima sicurezza, rimane colpito da un pezzo di intonato. I colleghi lo lasciano sanguinante e svenuto in una cella, poco dopo scappano per una rivolta dei detenuti pluriomicidi. Lui resta lì.

I film di prigione sono un genere a parte, che ha attraversato (come gli altri) alterne fortune. Un genere particolarmente coeso, visto che l'obiettivo non può che essere uno: la fuga. Dalla prigione, come nello spettacolare Fuga da Alcatraz, o da se stessi, come nell'empatico Le ali della libertà.
Lo spagnolo Monzòn, che ha alle spalle film fantasy improbabili e fortunatamente non distribuiti in Italia, sceglie la prima via. E adatta per il grande schermo il crudo romanzo di Francisco Pérez Gandul. Trovata semplice e per questo geniale: e se a fuggire da una prigione di massima sicurezza dovesse essere un poliziotto? Trovata da cui discende la tensione perenne che si respira nel film, visto che l'agente Juan Oliver (il bravissimo Alberto Ammann) è costretto a pensare, agire e respirare come un assassino se vuole sopravvivere. Fino alle intevitabile e tragiche conseguenze.
Film claustrofobico, a focali lunghe e quinte visive (come nelle foto sopra) e per questo ancora più claustrofobico. Cella 211, al di là della bella trovata, è soprattutto un saggio sulla violenza, la negazione della devianza e la sua moltiplicazione per colpa di una società che non sa riassorbirla. Crudo, duro e ben girato: da vedere assolutamente. Il cinema europeo che vorremmo.

commenti
  1. Ale55andra ha detto:

    Non mi aspettavo che mi sarebbe piaciuto così tanto, e invece l'ho trovato straordinario.

  2. cineblob ha detto:

    già, è un film davvero notevole. peccato che in Italia stia passando un po' in secondo piano.

  3. Jupiter ha detto:

    Cos'è un "pezzo di intonato"? Marco Mengoni? Dai, la pessima battuta l'ho fatta di proposito per scandalizzarti. Comunque il film mi incuriosiva parecchio, credo altresì che lo eviterò perchè violenza e claustrofobia potrebbero regalarmi decine di notti insonni. Dehe.

  4. cineblob ha detto:

    Juppi sei sempre molto divertente e ironica, tanto da non scandalizzarmi più. Comunque il film ti piacerebbe molto, consiglio di stringere lo stomaco e affrontarlo 😉

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