Invictus

Pubblicato: marzo 23, 2010 in Uncategorized

Invictus di Clint Eastwood (Usa, 2009)

Per unire ciò che era diviso dall'apartheid il neopresidente del Sud Africa Nelson Mandela ha bisogna di "grandezza". La trova nella squadra nazionale di rugby: amata dai bianchi, odiata dai neri, ma pronta a diventare il simbolo della "nazione arcobaleno" immaginata dall'ex detenuto diventato presidente.

C'è qualcosa di intimamente e profondamente classico nel cinema di Clint Eastwood. Sarà merito dell'età, dell'esperienza o delle frequentazioni da attore poco importa. Tutto ciò che gira Eastwood è Cinema con la maiuscola: inquadrature, sequenze, movimenti di macchina. Non c'è una stonatura.
E vale anche per Invictus, dove l'attore-regista statunitense prende in mano una bella storia (e un bel libro) e ne fa una parabola su antirazzismo, forza delle idee e politica vera. Eastwood esplora la fisicità dello sport con la maestria già vista in passato, ma soprattutto si affida a due attori straordinari per raccontare la strana storia di una nazione nata all'improvviso da ferite troppo profonde.
Ha ragione chi ha fatto notare che questo non è il miglior Eastwood e non siamo ai livelli di Gran Torino. Vero, Invictus è decisamente lineare e conciliatorio. Forse mainstream. Resta il fatto che siamo comunque una spanna sopra tutto quello che potete vedere in sala. Non è poco, andatelo a vedere.

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