L’uomo che verrà

Pubblicato: febbraio 8, 2010 in Uncategorized

L'uomo che verrà di Giorgio Diritti (Italia, 2009)

Tra il '43 e il '44 la guerra arriva in prima persona anche sull'Appennino bolognese e sconvolge la vita dei contadini e dei loro figli. Come la piccola Martina, chiusa nel suo silenzio dopo la morte di un fratellino. Schiacciati dal conflitto tra nazisti e partigiani, saranno proprio i contadini a pagare il prezzo più alto.

Semplice, rigoroso, intenso. "Un capolavoro" secondo i critici italiani più autorevoli. L'uomo che verrà di Giorgio Diritti è il film che merita di rappresentare l'Italia ai prossimi Oscar e a qualsiasi altro festival internazionale. Non c'è nulla di nuovo nell'approccio alla Storia, con la S maiuscola, scelto da Diritti: il punto di vista di una bambina, poca voglia di fare politica già impacchettata, molta voglia di far vedere cosa ha dovuto sopportare la gente di Marzabotto e Monte Sole. Stragi di civili senza senso che hanno cancellato intere famiglie.
Non è infatti l'espediente narrativo che regge il film a rendere L'uomo che verrà un'opera così compiuta. E' tutto il resto a fare il miracolo: la messinscena attenta ai dettagli, una macchina da presa capace di tagliare con nettezza e la bravura degli attori, a cominciare dalla straordinaria piccola protagonista. C'è anche qualche sbavatura, colpa forse della ristrettezza dei mezzi, ma è come per i grandi affreschi di un tempo: rende solo l'insieme più bello.

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