Avatar

Pubblicato: gennaio 19, 2010 in Uncategorized

Avatar di James Cameron (Usa, 2009)

Jake Sully, giovane marine costretto sulla sedia a rotelle, arriva sul pianeta Pandora per prendere il posto del fratello gemello in un esperimento con gli Avatar: giganteschi cloni animati dagli umani, attraverso un'interfaccia neurale, per avvicinare gli alieni Na 'vi. Inviato come spia tra gli indigeni, nel tentativo di scoprirne i segreti e garantire un libero sfruttamento delle risorse di Pandora, Jake cambierà presto la sua vita e quella di tutto il pianeta.

E' già stato scritto tutto e il contrario di tutto su Avatar, progetto colossale di cinema sintetico che solo un regista megalomane come Cameron poteva concepire (e poi realizzare sul serio). Una lavorazione più che decennale, un dispendio di risorse economiche esagerato e una campagna di hype mai vista prima d'ora hanno reso più che altissime le aspettative attorno al film. "Avatar rivoluzionerà Hollywood", "una cesura con il passato", "la nascita di un nuovo cinema", sono solo alcuni dei topoi che hanno influenzato le aspettative (e la visione) dei milioni di spettatori già corsi in sala.
Mi sembra giusto, allora, partire da qui per dire una cosa: no, Avatar non è quella rivoluzione cinematografica dopo la quale "niente sarà più come prima". Per carità, il lavoro di Cameron (come sempre) porta il concetto di computer graphic applicata al cinema su un altro piano. E indubbiamente influenzerà una certa parte di blockbuster a venire. Ma, proprio come è stato per Abyss o Titanic, è solo un balzo in avanti della tecnica. Nessun punto di rottura, invece, sul piano del linguaggio filmico o della narrazione. Che, anzi, rimane ben ancorata al tradizionale manicheismo del cinema mainstream americano.
Ed è qui che Avatar, che resta un bellissimo film da vedere, dimostra i suoi più grandi limiti. Perché Pandora è un sogno, i Na 'vi che si fondono con animali e piante sono stupefacenti e l'azione è degna dell'età e dell'esperienza di Cameron. Ma l'intreccio e lo sviluppo narrativo condannano lo spettatore a una visione a senso unico. Dove i buoni sono buoni, i cattivi sono cattivi e Davide vince contro Golia. E tutto, alla fine, va come ti aspetti.
Peccato. Perché il bianco e nero, senza il grigio, può rovinare anche i brillanti colori di Pandora.

commenti
  1. anonimo ha detto:

    secondo me non è un bellissimo film da vedere, è un film scialbo da vedere senza un briciolo di design innovativo.
    Quello che più mi ha deluso è che speravo che cameron riuscisse a utilizzare il 3d non come semplice sfondo a perdita d’occhio ma appunto per portare qualcosa di nuovo nel linguaggio filmico.
    Fail.

    Insomma io non ic ho visto nulla di stupefacente nella tecnica, anzi, diciamo pure che tutto il mondo sintetico messo in scena da cameron mi ha disgustato per plasticume, banalità e minestrariscaldatismo

  2. NoodlesD ha detto:

    "Ma, proprio come è stato per Abyss o Titanic, è solo un balzo in avanti della tecnica. Nessun punto di rottura, invece, sul piano del linguaggio filmico o della narrazione. Che, anzi, rimane ben ancorata al tradizionale manicheismo del cinema mainstream americano."

    Ecco. In poche parole sei riuscito a esprimere ciò che volevo o sentivo di fronte a questo film, e che ho tentato (invano) di spiegare in un fiume di lettere. Mi sento meno solo sulla connection. Neanch’io dico che non sia un film bello da vedere, ma che si parli di capolavoro, di rivoluzione del cinema… mi pare troppo. Cameron è un grande sperimentatore, chi glielo nega. Ma come narratore è assai debole.

  3. Ale55andra ha detto:

    Per me niente invece è in grado di rovinare i brillanti colori di Pandora, neanche questa sceneggiatura un pò manicheistica. E si, secondo me Avatar è un capolavoro di film da "vedere". Anche solo per questo rimane un’esperienza indimenticabile.

  4. cineblob ha detto:

    @ murda: la solita critica con l’AK-47. Hai ragione per una gran parte, non in totale. A meno che non mi dici subito un altro film che usa il 3D così tanto (e bene) come Avatar.

    @Noodles: è bello non essere soli, eh? 😉

    @Ale55andra: mi sa che questa volta ci accontentermo di dissentire. Non trovo nulla di "indimenticabile" in Avatar

  5. anonimo ha detto:

    Finalmente l’ho visto anch’io, e condivido ogni parola (e, come vedi, anche il voto sulla Connection!) .

    Ciao
    Christian

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