Visitor Q

Pubblicato: settembre 2, 2007 in Uncategorized

Visitor Q di Takashi Miike (Jap, 2001)

Un reporter fallito. Una madre eroinomane. Una figlia battona. E un adolescente violento. Ma per dare un nuovo ordine ai disequilibri della nevrotica famiglia Yamazaki arriverà uno sconociuto visitatore. Con la fissa delle sassate in testa.

Il ritratto grottesco della famiglia media giapponese. Ossessionata da manie, dipendenze, perversioni e infedeltà. Necrofile o incestuose che siano.
Tra i film più discussi e conosciuti di Miike, realizzato in video per la modica cifra di 70 mila dollari come sesto capitolo della serie Love Cinema, Visitor Q è un folle kammerspiel dove critica sociale e nonsense si sposano per documentare il cammino della famiglia Yamazaki verso una ritrovata unità. Poco importa se questa passi dal grand guignol di una giornalista fatta a pezzi e di un paio di bulli massacrati con le cesoie. Alla fine dei conti la famiglia è salva, e questo è quello che conta. Inutile chiedersi chi, o cosa, rappresenti l'anonimo visitatore del titolo. Vero artefice, con le sue sassate in testa, di una reunion sotto il segno della follia più liberatoria.
Visitor Q potrà disgustarvi. O al contrario sembrarvi geniale. Di certo non vi lascerà indifferenti.

commenti
  1. Lilith1984 ha detto:

    E allora sei tornato anche tu? :))

  2. anonimo ha detto:

    Well done! Per me è geniale!

    Yours

    MAURO sloggato

  3. CinemaSuperga ha detto:

    grande amante di cinema… anke noi siamo folli appassionati…. passa a trovarci…
    complimenti per il blog.

  4. anonimo ha detto:

    La scena del sesso con il cadavere è qualcosa di allucinante…

    Torakiki

  5. amosgitai ha detto:

    [OT]Prova per veri cinefili su Stanley Kubrick. Dimostra la tua conoscenza del grande regista.
    Ciao!
    QUIZ SU STANLEY KUBRICK

  6. anonimo ha detto:

    ciao cinesblorch, e viritillu n’avutru!

    caine ferrara

  7. 8heimat3 ha detto:

    Per me questo Visitor Q è davvero il migliore di Miike. Un vero catalogo di perversioni. E poi, cosa che fa onore al nostro cinema, la storia alla fine è molto simile a quella di Teorema di Pasolini, no?

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