A Scanner Darkly

Pubblicato: novembre 6, 2006 in Uncategorized

A Scanner Darkly di Richard Linklater (Usa, 2006)

In un futuro (presente?) distopico un poliziotto lavora come infiltrato in un gruppo di tossici, nel tentativo di scoprire da dove viene la sostanza che sta imperversando sulla terra. Troppo tardi scoprirà di essere parte di un gioco più grande di lui.

Un adattamento da un libro di Philip K. Dick è, da queste parti, sempre cosa gradita.
Primo perché apprezziamo, a ragione, lo scrittore che ha regalato alla fantascienza pietre miliari come ‘Le tre stimmate di Palmer Eldricht’ e ‘La svastica sul sole’. Secondo perché l’immaginario di Dick, più di qualsiasi altro autore contemporaneo, impregna totalmente la cultura popolare contemporanea, che essa lo voglia o no: dal cinema, alla musica, al fumetto, ecc…
Fatta questa premessa, di rito, che ne è del film di Linklater? Il regista di Waking Life riporta sullo schermo la tecnica del rotoscope, che trasforma attori in carne e ossa in chiazze di colore bidimensionali, che oscillano poco convinte in una flatlandia scomposta e un po’ cubista.
Soluzione intelligente, se non geniale, quando si è alle prese con un universo scomposto, frammentario e incoerente come quello del libro che sta alla base del film. Ma, al di là della trovata visiva riuscita, il film non riesce a descrivere a fondo la paranoia imperante negli scritti di Dick, e si rivela un bel giocattolo per pochi eletti, ma un po’ macchinoso nel suo dispiegarsi.
Rimangono nella memoria almeno un paio di scene. Tra queste i bad trip di Charles che, da soli, valgono più del prezzo del biglietto.

commenti
  1. minstrel ha detto:

    Ma sai che a me ‘sta tecnica non mi fa impazzire?!
    Devo ancora vederlo (strano neh?), ma una cosa te la devo dire: hai il dono straordinario della sintesi!
    Due battute, tre frasi, quattro aggettivi e tutto è preciso e netto.
    E la tua scrittura sta anche migliorando con il tempo. Di brutto!

    Non centra una vanga con il film, ma quel che va detto, va detto.

    Yours

    MAURO

  2. snaut ha detto:

    Insomma, bello ma non troppo, perchè non abbastanza paranoico.
    Per lo meno non hai parlato male del rotoscoping 🙂

  3. cineblob ha detto:

    @ mauro: thanks, si fa quel che si può ;)@ snaut: il rotoscoping è un trippone…

  4. anonimo ha detto:

    Non è stato male, secondo me. Del libro salta la fine di diversi dialoghi ( quello della bicicletta e, maledetto, quello della macchina da sistemare! ) però la disperazione e la tristezza opprimente dei suoi libri qua, se non proprio centrata, è perlomeno presente. Assieme a Screamers-urla dallo spazio forse il miglior adattamento fin’ ora ( Blade Runner è stato volutamente estromesso perchè cosa completamente differente, anche se il film e il libro sono diversamente fantastici ).

    Torakiki

  5. cineblob ha detto:

    @ tora: fedele forse si, ma fino alle estreme conseguenze. mi sembra che, in qualche modo, si areni perché prova a essere troppo ‘scritto’…

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