Il Caimano

Pubblicato: Maggio 30, 2006 in Uncategorized

Il Caimano di Nanni Moretti (Italia, 2006)

 

Paolo Bonomo, produttore decaduto di film di serie B, ha la grande occasione per tornare alla ribalta. Deciderà, senza pensarci troppo su, di produrre ‘il Caimano’: film di una giovanissima regista che ruota attorno alla figura di un potente multimiliardario. Imbarcatosi nell’impresa Bonomo scoprirà troppo tardi che il protagonista del film altri non è che Silvio Berlusconi, e si renderà conto quanto sia difficile in Italia parlare di lui.

Cinema che racconta il cinema che vuole descrivere una realtà che supera il cinema. Un brillante e (davvero) intelligente affresco dell’Italia berlusconiana, attraverso gli occhi di un uomo di cinema un po’ emarginato, ma coraggioso in modo quasi naif. Bravissimo Orlando nel ruolo del confusionario produttore, ma altrettanto bravo è Elio De Capitani, attore di teatro prestato al cinema, capace di rendere la ‘maschera’ di Silvio B. un personaggio da commedia tragica.
E’ difficile capire, qaundo si tratta di Moretti, dove inizi il film e finisca il regista-attore-uomo. Pur non riservandosi un ruolo da protagonista, infatti, Moretti si ritaglia uno spazio fondamentale all’interno del Caimano, trasformandosi genialmente nella propria nemesi con effetti spiazzanti per lo spettatore. Spassoso l’omaggio a quel cinema da quattro soldi ripescato con tenacia, e un pizzico di supponenza, da una certa critica. Ognuno scelga se si tratta davvero di un omaggio ai maestri di serie B, oppure di una raffinata presa per i fondelli di certa critica contemporanea.
Moretti è un moralista, e lo è per tutto: tanto per il cinema che per la politica. Ecco quindi delinearsi un ritratto impietoso dell’ex presidente del consiglio: molto più duro e spietato nella fiction di un film nel film di quanto non lo sia stato nel documentario di Sabina Guzzanti.
Un film importante, che merita una visione perché fa riflettere (anche sul cinema) e perché il colpo di coda è sempre dietro l’angolo.

commenti
  1. anonimo ha detto:

    A me è sembrato che Moretti abbia fatto lo stesso errore che aveva fatto con “Aprile”: aveva in testa due film, uno pubblico e impegnato, l’altro personale e intimista. E anzichè scegliere (oppure girarne due), ha cercato di farne un ibrido a metà strada.
    L’analisi del Nano e dell’Italia che ha prodotto è lucida e pungente; ed è abbastanza ben riuscito anche il racconto della vicenda personale di Silvio Orlando e della sua famiglia. E’ solo che le due parti sembrano un po’ “appicciate con la sputazza”…


    Carlo

  2. cineblob ha detto:

    non so, appicicate con la sputazza mi sembra un po’ eccessivo caro carlo…

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