Pubblicato: Maggio 3, 2006 in Uncategorized

The Mission di Johnny To (Hong Kong, 1999)

Cinque killer vengono assoldati da Lung, potente boss della mafia di Hong Kong. La missione è semplice: proteggere il boss 24 ore al giorno, visto che qualcuno vuole la sua testa. La convivenza forzata creerà tra i killer un rapporto di amicizia intenso. Un rapporto che si incrinerà quando Lung chiederà a Curtis, il più spietato dei cinque, la testa Shin, il giovane killer accusato di aver avuto una storia con la moglie del boss.

Magistrale esempio di riscrittura di genere The Mission è, senza dubbio, uno dei più pregevoli esempi del fondamentale contributo del cinema asiatico alla reinterpretazione del noir, in tutte le sua chiavi.
To racconta una storia di ordinaria malavita, la missione di cinque guardie del corpo che proteggono un boss, con lo sguardo di chi sa però che Dio si trova nel dettaglio, nei particolari, nei tempi morti. Tempi morti che invadono tanto la narrazione (le attese e gli scherzi della banda di killer), quanto la messa in scena delle sparatorie.
Alle tempeste di proiettili di un John Woo, infatti, To oppone la precisione soprannaturale dei suoi killer, che sparano poco e si agitano ancor meno. Alle convulse sparatorie dell’action movie statunitense le geometrie perfette, e variabili, dei corpi sullo schermo. Indimenticabile, in proposito, la composizione delle inquadrature e la gestione dei tempi nella sparatoria al centro commerciale: roba da studiare sui banchi di scuola di ogni accademia di cinema che si rispetti.
A reggere il fuoco una manciata, è il caso di dirlo, di ottimi attori e caratteristi, che conducono il film fino al paradossale, e dissacrante, finale. Un finale dove dramma e commedia si intrecciano fino alla vittoria, inesorabile, di uno dei due.

commenti
  1. anonimo ha detto:

    Fantastico in tutto e per tutto, il personaggio di Roy mi ha fatto amare Francis Ng, e anthony Wong è, ma pare il caso di dirlo?, incredibile!

    Tora

  2. anonimo ha detto:

    mi piace!

    l’ominidef

  3. minstrel ha detto:

    coreografie da spavento, fotografia verde lucido da paura (nella metro, che bello!), il gioco con la palla di carta

    tutto concorre a formare un gran bel film! Un recensione in questi luoghi ci voleva!

    Yours

    M.

  4. anonimo ha detto:

    @ tora: Anthony Wong è davvero incredibile, negli extra del dvd c’è anche un’intervista dove si rivela in tutta la sua coolness…@ murda & min: gran gran gran film, vero MASTERPIECE. E ovviamnete skillz!

  5. anonimo ha detto:

    Sì, ma commetterebbe (il mio stesso) errore fatale chi pretendesse di vederlo in italiano. Certi doppiaggi uccidono.

  6. kekkoz ha detto:

    alla larga dal doppiaggio italiano, vero. ma turandosi il naso riesce ad essere splendido lo stesso. skillz.

  7. anonimo ha detto:

    il doppiaggio italiano fa schiantare dalle risate quando c’è tutta la serie di “buongiorno” fra i vari Gangsters, in cinese è serissima ed evocativa..il doppiaggio italiano sembra parodico.

  8. anonimo ha detto:

    io l’ho visto SOLO in italiano, maledetto me.

    Andrea

  9. cineblob ha detto:

    ammetto di averlo visto in italiano, shame on me… ma non ero da solo e ho evitato di imporre il mio purismo spocchiocinefilo…

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