Pubblicato: febbraio 11, 2006 in Uncategorized

Hausu di Nobuhiko Obayashi (Giappone, 1977)

Sette studentesse in vacanza. La meta? Una casa isolata, dove vive la zia zitella di una di loro. La villa, però, nasconde qualcosa di strano, e le ragazze cominceranno a sparire una dopo l’altra.

Grottesco, fumettistico, kitsch. Irresistibile, insomma, a patto di stare al gioco e pensare solo a ridere di fronte a una messa in scena volutamente naif e di cattivo gusto.
Horror nelle premesse, non certo nei risultati (anche se risulta difficile credere che Obayashi non abbia visto Argento), Hausu possiede la rara capacità di essere, al contempo, un film popolare e di nicchia. Popolare perché pesca a piene mani nella cultura pop giapponese, con risultati a volte sorprendenti. Di nicchia perché Obayashi non è stupido e costruisce, in piena autonomia, un quadretto kitsch-pop dove il trattamento grafico riservato alle immagini rasenta la sperimentazione (o l’abominio).
Dietro le sette ninfette protagoniste, monodimensionali come le passioni che le caratterizzano (la musica, le arti marziali, il cibo, ecc…), ci sono le pagine stropicciate di molti manga. Dietro la storia, invece, la più tradizionale rappresentazione della ghost house, con un pizzico di Agatha Christie.
Eppure, in questo mare di cattivo gusto e di sangue, qualcosa di buono si trova. E’ proprio il lavoro sulla qualità grafica delle immagini, che rende Hausu un prodotto quasi sperimentale, vicino al videoclip e ai cartoon.
Per appassionati e cultori del kitsch, non certo per filologi del new horror.

commenti
  1. Gokachu ha detto:

    Ma questi “filologi del new horror” esistono come categoria comprendente più di una persona? ^^

  2. minstrel ha detto:

    Non ti chiedo nemmeno più dove li trovi certi titoli. Mi basta leggerti e inquadro per bene il film.

    Questo ad esempio non credo sarebbe di mio gradimento. Sai come è… la filologia è uno dei miei campi di studio 😉

    Yours

    MAURO

  3. anonimo ha detto:

    @ goka: a Bologna ne conosco almeno una decina ^_^

  4. Gokachu ha detto:

    Dev’esserci qualcosa di strano nell’acqua, a Bologna ^^

  5. rob81 ha detto:

    La chicca del Future Film Festival. Vederlo in 16 millimetri (con la pausa di qualche minuto per cambiare i rulli) è stata poi la ciliegina sulla torta. Io e Checco ci siamo sbarellati dal ridere e ricorderò per sempre il gatto che suona e canta sul pianoforte 😀

    Ciaoo Rob

  6. anonimo ha detto:

    @ goka: dai che in fondo ti piacerebbe starci, a Bologna

  7. Djazz ha detto:

    GGGuaaazzzz!

    Devo trovarlo!!!

  8. Gokachu ha detto:

    Certo che mi piacerebbe, ma berrei solo minerale ^^

  9. anonimo ha detto:

    @ Djazz: ti sfido a trovarlo ;P

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