Pubblicato: gennaio 25, 2006 in Uncategorized

MirrorMask di Dave McKean (Inghilterra/Usa, 2005)

Helena, quindicenne figlia di circensi, vuole scappare dal circo e conoscere il mondo reale. Il suo desiderio di fuga si concretizzerà presto, ma invece del mondo reale la piccola giocoliera dovrà confrontarsi con un mondo fantastico che sta collassando su se stesso, a meno che Helena non riesca a trovare la misteriosa MirrorMask.

E’ difficile parlare di MirrorMask. Difficile, innanzitutto, a causa delle aspettative che accompagnano la visione di un film scritto da due dei più significativi e originali autori del fumetto contemporaneo e diretto da quello che, nel sodalizio artistico che unisce i due, ha tracciato con la sua arte mondi fantastici e malinconici di raro fascino. Difficile, anche, perché l’immagine in movimento impone all’immaginazione di McKean il terribile limite della diacronia, costringendola a rispettare il banale fluire del tempo e gli angusti limiti del movimento.
La domanda allora è solo una: cosa rimane di McKean (e Gaiman) nel cinema di McKean (e Gaiman)? Rimane un’immaginazione inestinguibile e affascinante, la malinconia di mondi fantastici che collassano, il fascino di personaggi che sembrano usciti dai quadri di Arcimboldo. I limiti dei mezzi, anche economici, stanno senza dubbio stretti alla fantasia di McKean, e questo pesa un po’ sul risultato finale.
Nonostante questi limiti, comunque, MirroMask è un bildungsroman fantastico che merita attenzione. Un film che, sebbene imperfetto, regala allo spettatore suggestioni visive che basterebbero, da sole, a giustificarne la visione. Poco importa che la storia sappia di già visto: ci basta la visionarietà di un mondo popolato da sfingi affamate, maschere parlanti e solitari giganti orbitanti.

commenti
  1. anonimo ha detto:

    Beh, in realtà, oltre la storia, non mi ha convinto molto neanche la caratterizzazione del mondo fantastico. :/
    Ciaoo Rob

  2. anonimo ha detto:

    McKean come Bilal? Forse i due autori dovrebbero provare ad aggiornarsi un po’: continuare a riproporre i propri cavalli di battaglia in ogni media possibile non e’ il modo migliore per sfondare.

  3. minstrel ha detto:

    Non credo che a McKean interessi sfondare. IN fondo è uno dei migliori e più apprezzati grafici del pianeta. Qui c’è forse troppo divertissement fine a sé stesso.

    Per appassionati di Dave. E io, purtroppo, lo sono…

  4. cineblob ha detto:

    @ taisen: non ho visto bilal, ma questo non è così ‘cesso’ come dicono altri. e poi tenter non nuoce a nessuno…

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