Pubblicato: gennaio 5, 2006 in Uncategorized

Harry Potter e il Calice di Fuoco di Mike Newell (Gran Bretagna-Usa, 2005)

L’appuntamento annuale con l’occhialuto maghetto delle Rowling è una delle poche certezze dell’anno cinematografico. Mentre la saga letteraria di Harry Potter si avvicina all’annunciato (sarà poi vero?) termine, quella di celluloide la segue a ritmo serrato, in uno dei più interessanti casi di crossover marketing tra cinema e letteratura.
La cosa che stupisce è che, con il passare del tempo, la saga cinematografica del maghetto inglese stia addirittura migliorando, regalandoci con Harry Potter e il Calice di Fuoco il miglior episodio della serie. Attenzione però, gli ingredienti sono sempre gli stessi: effetti speciali stupefacenti, un intreccio con annessa rivelazione finale e una discreta dose di situazioni spassose. Ciò che cambia, invece, è il materiale su cui si costruisce la storia.
Se prima, infatti, eravamo di fronte a puro cinema fantasy per ragazzi, questa volta la produzione ha osato di più e ha affidato a un regista inglese un po’ patinato come Newell il compito di traghettare, speriamo definitivamente, la saga di Harry Potter verso la maggiore età. Più paura, dunque, con punte di horror e di mystery che condiscono quella che è la vera rivelazione del quarto Harry Potter: la scoperta dell’altro sesso.
Ormonale. E’ questo, senza dubbio, l’aggettivo più adatto a descrivere il quarto capitolo delle avventure di Harry Potter. Per la prima volta, infatti, i giovani protagonisti dovranno incontrarsi e scontrarsi non solo con creature fantastiche, ma anche con l’altro sesso e le proprie pulsioni. In un vortice di ormoni e fraintendimenti da far invidia al tempo delle mele.
Insomma: tutti crescono, anche Harry Potter e i suoi spettatori. E se nei prossimi episodi arriveremo a un fantasy maturo e adulto, che non si preoccupa dei veti della Mpaa, non potremo che esserne contenti.

commenti
  1. murdamoviez ha detto:

    ma non ce la farei lo stesso a vederli.

  2. minstrel ha detto:

    Sono della tua stessa idea: un vero crescendo. Anche se la critica ci comunica che tecnicamente il migliore resta il secondo HP, del terzo ho ammirato alcune riprese svolazzanti e ardite e le cupe atmosfere volute dal regista.
    Del quarto invece ho apprezzato i tagli alla storia (ben calibrati) e, come tutti, l’entrata di situazioni horror e mistero.
    Anche se in fondo, a ben pensarci, è un orrore mitigato, innocente, assolutamente poco potente.
    Ma è un inizio. Ciao!

  3. cineblob ha detto:

    @ murda: bravo, acidello e spocchioso mi piaci di + ;-)@ min: d’accordo su tutta la linea, insomma &D

  4. anonimo ha detto:

    ancora nulla su stalker??

  5. anonimo ha detto:

    contenta? 🙂

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