La marcia dei pinguini

Pubblicato: dicembre 5, 2005 in Uncategorized

La marcia dei pinguini di Luc Jacquet (Francia, 2005)

 

Da queste parti non ci si è mai fidati dei film che diventano ‘il caso dell’anno’ e finiscono sulla bocca di tutti. Un po’ per spocchia, forse, un po’ per sana e robusta prudenza. Bene: la marcia dei pinguini è proprio ‘il caso dell’anno’.
Un documentario sui pinguini imperatore pensato per la tv che, per ragioni di marketing (i pinguini vendono), arriva al cinema e incassa in modo spropositato. Un capolavoro annunciato? Ovviamente no, semplicemente il documentario naturalistico dell’anno (dopo il popolo migratore, profondo blu e molti altri) che ha la fortuna di uscire in piena pinguino-mania (Madagascar?). E il gioco è fatto.
Con questo non si vuol certo dire che il lavoro fatto da Luc Jacquet e dalla sua troupe sia da buttar via. Lo sforzo di realizzare un prodotto del genere è sicuramente da premiare, così come il montaggio, la scelta del materiale e le soluzioni di regia (specialmente in situazioni dove il secondo ciak è un miraggio). Tutto questo, però, non basta a giustificare un tale successo.
Menzione a parte merita il doppiaggio di Fiorello. Non conosco la versione originale, ma le simpatiche battute aggiunte da Fiorello non rendono di certo il film più interessante (né gli ‘danno più personalità’ come ha sostenuto lo showman). A questo aggiungete l’effetto paperissima (pulcino che dice ‘mammina stammi vicino vicino’) e la frittata, di uova di pinguino, è fatta.

commenti
  1. minstrel ha detto:

    Ho assistito ad un cineforum su Miyazaki in quel di Vimercate con ospite il direttore del doppiaggio italiano di Howl, Gualtero Cannarsi. Nel bel mezzo del discorso ecco che salta fuori con una notiziona gossip assurda. La lucky red (che distribisce anche i pinguini) aveva chiesto a Gualtiero di far fare il ruolo di Calcifer a Fiorello. Gualtiero ha espresso naturalmente il suo fermo deciso NO!

    Basta con PERSONAGGI che rovinano per necessità i PERSONAGGI che interpretano! Un calcifer-fiorello sarebbe stato fiorello-calcifer! Gravissimo! Può andare bene per immense cagate come Madagascar (Hunziker, ci mancano le tue pubblicità silenti!!!) o rovinare con sceneggiature degne de “la talpa” dei buoni documentari.

    Ognuno faccia il proprio lavoro invece di rovinare quello altrui.

    ECCHECAZZO!

  2. minstrel ha detto:

    Naturalmente pare che Fiorello sia ottimo conduttore televisivo e soprattutto straordinario interprete radiofonico.

    Peccato non aver tempo di seguirlo!

    Tsk; Quirino Principe ci manca la tua voce su Radio 3!!!

  3. minstrel ha detto:

    Sarò retrò, ma mi manca anche Attilio Scarpellini e il suo “lucifero” mattutino.

    Sigh Sob e scusatemi lo sfogo!

    CIAO

  4. anonimo ha detto:

    significativo il tuo blog..passa da me…kiss azzurra

  5. cineblob ha detto:

    @ min: fiorello, in radio, a volte è eccezionale (penso all’intervista a Cofferati di qualche giorno fa). Il problema, giustamente, è che modificare un’opera compiuta e pensata in un certo modo è comunque un errore, chiunque lo faccia (e qui si aprirebbe un discorso abissale sul doppiaggio… ma lasciamo perdere)

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