La sposa cadavere

Pubblicato: dicembre 5, 2005 in Uncategorized

La sposa cadavere di Tim Burton (Usa, Inghilterra, 2005)

Il cianotico Victor, giovane sognatore figlio della nuova borghesia ottocentesca, si sta preparando al suo matrimonio con Victoria, rampolla di una nobiltà decaduta che spera di tornare agli antichi fasti con questa unione. Ma l’imbranato Victor, provando in un bosco il rituale nuziale, attirerà su di sé le attenzioni di una sposa abbandonata e defunta, che lo porterà con sé nel mondo dei defunti.

Il nuovo film di animazione a passo uno di Tim Burton è splendido perché è un film di animazione a passo uno. Tautologie critiche a parte, la sposa cadavere è una dolcissima e malinconica favola nera. Una storia d’amore impregnata di humour nero, ambientata in una grigia e gotica city ottocentesca. Splendida la caratterizzazione dei personaggi (tutti eccetto uno, come ha giustamente notato qualcuno), irresistibile il mondo dei defunti, spassose e, per una volta, non fastidiose le citazioni più o meno cinefile che riempiono il film (da Romero a Via Col Vento, ma c’è molto altro).
Forse non sarà nightmare before christmas, ma è comunque una delizia per gli occhi vedere le gambe a stecco di Victor saltellare di qua e di là, o l’apparizione mozzafiato della sposa cadavere, splendida e conturbante fin dal primo fotogramma. Insomma: un gioiellino, fragile e delicato come i pupazzi che lo compongono.
Unica pecca, ma qui si tratta di tecnicismi, il movimento ‘a scatti’ di alcuni personaggi in caso di soluzioni di ripresa particolarmente complesse (dolly + carrello). Alla Aardman problemi così li hanno superati da tempo, ma questo è il secondo film a passo uno di Burton (e speriamo non l’ultimo), quindi siamo pronti a perdonargli quasi tutto. Da vedere.

commenti
  1. ohdaesu ha detto:

    Ti ringrazio molto. Finalmente qualcuno che se n’è reso conto.

  2. minstrel ha detto:

    Ma a te nn è sembrata una storia fin troppo semplice. L’unico divertimento di rivederlo più volte è dato dalla scoperta di nuove citazioni di altri film, non per sottiliezze della storia.
    Sarò abituato bene alle stratificazioni di Miyazaki, ma mi è sembrato giusto segnalarlo.

    Poi beh, non c’è nulla da dire… c’è un motivo per il quale l’ho già visto tre volte (due al cinema ehm…)

    CIAO!

  3. cineblob ha detto:

    @ ohda: quando è tua è tua@ min: troppo semplice… mmmmhhh… no, magari lineare ma non semplice

  4. minstrel ha detto:

    Giusto! Lineare! Forse troppo lineare, cmq resta un gran bel film!

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