Ab-normal beauty

Pubblicato: novembre 22, 2005 in Uncategorized

Ab-normal beauty di Oxide Pang Chun (HK, 2004)

 

Jiney, una studentessa di arte appassionata di fotografia, sviluppa un’insana passione per la morte, che diventa il centro della sua ricerca fotografica. Mentre in lei cresce l’ossessione di essere una potenziale assassina un misterioso ammiratore inizierà a perseguitarla, inviandole macabre videocassette che filmano efferati omicidi.

Un film sbilanciato, che parte bene, si spezza nel mezzo e crolla sul finale. Separatosi dall’inseparabile fratello, che con lui ha firmato i tre The Eye, Oxide Pang Chun gira un horror interessante nelle premesse, ma sconfortante negli sviluppi.
La prima parte del film funziona e la regia riesce, senza esagerare, ad accompagnare Jiney nella spirale di necrofilia che la inghiotte. Il gioco però dura poco e il film si sgretola tra pacificanti (e fasulli) happy ending e flashback fastidiosi e banali, approdando a un finale confuso fatto di snuff movie poco credibili e un maniaco omicida bidimensionale, ridotto a pura comparsa.
Peccato: perché la protagonista è bellissima e la violenza della messinscena faceva ben sperare. Sarà per un’altra volta.

commenti
  1. anonimo ha detto:

    Be’ qui Danny produce, non è un vero film del solo Oxide come Tesseract.
    E, visto Tesseract, la presenza di Danny qui si sente.

  2. anonimo ha detto:

    Su Tesseract velo pietoso… si, magari la produzione di Danny stempera, in ogni caso sappiamo chi è il fratello scemo…

  3. stranestorie ha detto:

    oltremodo irritante.

  4. ichi ha detto:

    a me il finale era piaciuto. non tanto come storia (in effetti il killer è appena abbozzato) quanto visivamente, un pò come tutti i pang. in particolare la sequenza con lei legata alla sedia la ricordo davvero ben girata.

  5. cineblob ha detto:

    @ strane: si si si, proprio irritante@ ichi: a me non è garbata assai… e poi mi ricordata the saw – l’enigmista… non chiedermi perché…

  6. audiovisione ha detto:

    ma in effetti mi sembra piuttosto scarso… e i Pang in generale mi sembrano i meno interessanti in assoluto dell’ondata horror d’oriente.
    E poi di solito quando uno di un film si ricorda soprattutto la bellezza della protagonista non è un buon segno.

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