La storia del cammello che piange

Pubblicato: settembre 13, 2005 in Uncategorized

La storia del cammello che piange di Luigi Falorni e Byambasuren Davaa  (Germania/Mongolia, 2003)

Documentario che strizza l’occhio alla fiction (o vicerversa), nonché tesi di laurea di due studenti della scuola di cinema di Monaco, la storia del cammello che piange è un stato un piccolo fenomeno l’anno scorso, arrivando quasi all’oscar, e francamente non se ne capisce il perché.
La storia del piccolo cammello rifiutato dalla madre, che piange in mezzo al deserto del Gobi, lascia un po’ il tempo che trova, e forse meritano più attenzione la bellezza delle dune e i piccoli siparietti antropologici (che riescono anche a strappare qualche sorriso). Non manca il facile elogio della semplicità nomade contro l’invasività della modernità tecnologica, ma va riconosciuto ai due registi di essere riusciti nel difficile obiettivo di scomparire dietro la macchina da presa. Purtroppo però il gioco finisce lì. Il lieto fine si fa attendere ma arriva, il cammello non piange più e noi ce ne possiamo tornare beati a casa. Un po’ annoiati, a dire il vero.

commenti
  1. snorkrom ha detto:

    scritto così, la trama davvero è noiosa e banale.
    ma non credo fosse facile girare un film in quelle condizioni (i registi non hanno potuto vedere quanto girato sino al loro ritorno in italia) e con non-attori…

  2. anonimo ha detto:

    Il Rabdomante ti cerca

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