Pubblicato: luglio 10, 2005 in Uncategorized

Sin City di Robert Rodriguez e Frank Miller (Usa, 2005)

Un esperimento, perfetto, sulla fusione tra cinema e fumetto. Un pregevole esempio di quello che sarà il cinema quando non sarà più cinema. Uno dei film di riferimento per ripensare il ruolo del corpo attoriale dopo l’avvento del digitale.

Sin City è il più ambizioso, e fedele, adattamento mai realizzato a partire da un fumetto. Rodriguez prende una manciata di storie tratte dal bellissimo Sin City di Miller e le trasforma in un’esperienza visiva che ha pochi eguali. Un film capace di sfruttare massicciamente il digitale senza esserne fagocitato.
Attori in carne e ossa, e bravi. Tutto il resto è CG, capace di ricostruire la città nera del fumetto di Miller. Fotografia in bianco e nero con forti contrasti,  inquadrature che riprendono il taglio delle tavole di Miller, immagini che cedono volentieri il passo alle sagome bianche su sfondo nero del fumetto. A sancire il matrimonio tra i due medium la doppia firma in regia, Rodriguez più Miller, che conferma come l’adattamento sia, in realtà, la semplice messa in scena delle struggenti storie nere di Miller.

Detto questo Sin City è anche un film d’azione godibilissimo. Il meccanismo che fa incastrare le storie funziona, gli attori se la cavano più che egregiamente e il film non scivola nell’effetto plastica che una scelta di messinscena in CG così radicale comporta. I fan del fumetto lo ameranno, agli altri piacerà perché è tramendamente cool.
Ottimo Mickey Rourke. Perturbante, e bellissima, Rosario Dawson: mamma mia…

commenti
  1. kekkoz ha detto:

    bene o male d’accordo con te, anche se non sono ancora DEL TUTTO convinto. fascia alta, in ogni caso.

  2. anonimo ha detto:

    io invece non sono d’accordo sulla CG, da come ne scrivi non sembrano tecniche che ti stanno simpatiche…

    quelle di questo film mi sembrano molto molto buone, ma sostanzialmente di retroguardia.

  3. anonimo ha detto:

    Non me l’aspettavo tanto entusiasmo. Bravo bravo bravo, sono d’accordissimo.
    E sei riuscito a parlare di Rosario Dawson senza riferirti esplicitamente alle tette. Non è cosa da poco 🙂

    Andrea

  4. scott.ronson ha detto:

    e dovrebbe arrivare presto pure il seguito!
    ^_______^

    a.
    (che quando uscì dal cinema si lamentò perché il mondo non era in B/N con sprazzi di colore)

  5. Gokachu ha detto:

    @TBFKAM: e quale sarebbe l’avanguardia, lo strabordante e barocco ricorso alla computer graphics in ogni occasione che si vede in Episodio 3? Spero di no ^^

  6. rob81 ha detto:

    Io continuo a pensare che non si tratti di cinema, ma di riquadri di fumetto filmati e uniti da una voce fuori campo. Non credo che il problema dell’adattamento si possa risolvere in questo modo.

    Ciaoo Rob

  7. Gokachu ha detto:

    Ma due parole di scherno per Jessica Alba non ci stavano bene? ^^

  8. cineblob ha detto:

    @ goka: sembra stupida. bastano queste due? ^__^

  9. anonimo ha detto:

    anche nel fumetto Nancy sembra stupida. questo mi conferma che il cast è azzeccatissimo.

    Andrea

  10. anonimo ha detto:

    apparte SW, dove l’immagine sintetica affronta il 3d e il realismo.

  11. Gokachu ha detto:

    Nel fumetto Nancy forse sembra sttupida, ma non la stupida-allocca-bocca semiaperta in overdose da telenovela jessica alba. Per intenderci Nancy sarà pure stupida, ma non guarda la TV.

  12. sPaRaSfLeScEd ha detto:

    un capolavoro. non pensavo che tutta quella computer grafica potesse arrivare a qualcosa, e invece è un capolavoro. E tutte, Nancy compresa, sfigurano davanti a Rosario Dawson.

  13. Todomodo ha detto:

    Film molto godibile, mi è piaciuto parecchio vederlo, però dimostra che – almeno al momento – il confronto film/scrittura vede il film sempre perdente (Kubrick fa caso a sè, al momento). Il film ripercorre il fumetto in tutto e per tutto (tranne una scena di Nancy, che credo avremmo apprezzato fosse filologicamente corretta come le altre ;), ma non è suggestivo come il fumetto. Ad ogni modo, ce ne fossero di più, di esperimenti del genere…

  14. anonimo ha detto:

    Fellini ha detto che “il mondo dei fumetti potrà prestare generosamente al cinema le sue scenografie, i suoi personaggi, le sue storie, ma non la suggestione più segreta, ineffabile, che è quella della fissità, l’immobilità delle farfalle trafitte da uno spillone”.

    Ma Sin City è venuto così bene come trasposizione che sembra una farfalla trafitta che vola di nuovo.

    Die

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