Pubblicato: giugno 17, 2005 in Uncategorized

A Bittersweet Life di Ji-woon Kim (Sud Corea, 2005)

Sun-woo, gangster infallibile e spietato, viene incaricato dal proprio boss, Kang, di sorvegliare la giovane fidanzata nei giorni della sua assenza. Quando Sun-woo sorprenderà la ragazza con un uomo non dirà nulla al boss, risparmiandole la vita. Da quel momento in poi Kang gli scatenerà contro l’intera famiglia…

Ji-woon Kim, versatile regista coreano conosciuto in Italia solo per l’affascinante Two Sisters, torna dietro la macchina da presa dopo due anni per confezionare un noir nella più pura tradizione del genere, soprattutto quella europea. Una struttura narrativa classica, una delle storie più abusate nel cinema gansteristico (il gangster che sgarra e si trova ad affrontare il suo vecchio clan), una messa in scena elegante e attenta al dettaglio.
Nulla di nuovo, insomma. Eppure Kim riesce a mescolare citazionismo colto (da Melville a Leone) con quello più popolare (il cinema d’azione hongkonghese), senza risultare noioso o pedante. Anzi. A Bittersweet Life ha molte carte da giocare: l’eleganza di fotografia e  messinscena, la bravura del protagonista (l’atletico Lee Byung-hun, perfetto nel ruolo del gangster impeccabile), il cammino autodistruttivo e senza speranza di Sun-woo, che trascina con sé un vortice di distruzione.
Qualcuno ha parlato, e non a torto, del Samurai di Melville. In realtà A Bittersweet Life è un film volutamente meticcio, che piacerà a chi non rifiuta le contaminazioni. Personalmente, nella sottile linea che separa noir e azione, è uno dei film più riusciti che ho visto negli ultimi tempi.

Questo regista, non dimentichiamolo, ha anche ispirato Miike…

commenti
  1. ohdaesu ha detto:

    Volutamente meticcio non vuol dire riuscitamente meticcio. Comunque va bè.

    Questo film segnerà forse una crepa insanabile nel nostro rapporto, e lo porterà alla disgregazione.

    Forse aggiungo un link a te nel mio post.

  2. ohdaesu ha detto:

    “Atletico” riferito al protagonista l’avevo già detto io. Mi copi pure.

  3. murdamoviez ha detto:

    OT
    ho finalmente visto gendai yakuza….bellissimissimo

  4. kekkoz ha detto:

    sei stato carino a chiamarmi, ma adesso che leggo il tuo post mi rode il culo.

  5. ichi ha detto:

    grazie, finalmente qualcuno che mi dà un motivo per comprare sto film:)

  6. ichi ha detto:

    a proposito, sai dove lo trovo?
    thx

  7. ohdaesu ha detto:

    Nei festival.
    Per ora non è ancora uscito in nessun DVD.

  8. cineblob ha detto:

    @ ohda: un giorno arriveremo alla resa dei conti… la mia katana è già affilata ^_^@ murda: quel film è assolutamente straordinario… :-O@ ichi: si, ancora è un po’ prestino per il DVD

  9. murdamoviez ha detto:

    si è straordinario….. la curva che fa il corpo di bunta è agghiacciante!

  10. gparker ha detto:

    Io non ci ho visto tutta questa piacevole contaminazione e del citazionismo colto, ma un calderone di tutti i generi messi uno in fila all’altro e plagi su plagi….
    Non mi è mai sembrato che la citazioni (evidentissime) fossero finalizzate a qualcosa di diverso che non sfruttare un modo di mettere in scena efficace e collaudato (da qualcun altro)….

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