Pubblicato: dicembre 1, 2004 in Uncategorized

Ankokugai no bijo (aka Underworld Beauty) di Seijun Suzuki (Giappone 1958)

Uno yakuza riesce a nascondere due diamanti dopo un furto, ma finisce in galera. Qualche anno dopo, uscito di prigione, deciderà di regalarli al suo complice, che aveva perso l’uso di una gamba durante la rapina. Ma il boss del clan rivuole a tutti i costi quei diamanti…

Il settimo film di uno dei registi più sottovalutati nella storia del cinema giapponese è una crime story che non avrebbe sfigurato fra le mani di Melville.
Suzuki, regista di culto per cineasti come Jarmusch e Tarantino, è ancora ampiamente lontano sia dalla stilizzazione kabuki di “Tattoed Life”, sia dai cromatismi kitsch di “Tokyo Drifter”, e realizza un film che, se da un lato si ispira al noir classico, dall’altro esplode dell’ottimismo giovanile del boom postbellico.
La macchina da presa si muove con eleganza e abbonda di dolly, il montaggio di ellissi. Quello che impressiona davvero è vedere in nuce le stesse istanze innovative che in Europa scoppieranno di lì a poco.
Ne esiste una pregevole versione DVD americana che meriterebbe un acquisto. Da vedere assolutamente, come (quasi) tutto quello che ha fatto Suzuki.

commenti
  1. Gokachu ha detto:

    Ma merita sul serio o solo come curiosità-divertissement-nouvelle vague prima della nouvelle vague?

  2. ohdaesu ha detto:

    Io ho in serbo “Branded to kill” (la farfalla sul mirino) da vedere a breve… meglio iniziare con gli indispensabili

  3. kekkoz ha detto:

    la farfalla campeggia sul mio televisore – anch’io voglio vedere tutto di suzuki (quando finirai la tesi, sai a chi passare tutta la roba di cui non vorrai più sapere) 🙂

  4. cineblob ha detto:

    gok: diciamo che merità più come “curiosità-divertissement-nouvelle vague prima della nouvelle vague” ;)ohda: secondo me bisognerebbe iniziare da tokyo drifter.. poi fa tu 🙂
    kekkoz: vedere tutto di suzuki è impossibile, mi spiace :-/ cmq non avrai mai tutta la mia roba… ahahahahahah (risata mavagia stile Dottor Zero di Fantaman) :))

  5. kekkoz ha detto:

    non la risata di myers nel ruolo del nemico di myers in austin powers? muahahahah

  6. ohdaesu ha detto:

    Mi spiego meglio: Branded to Kill è l’unico che ho al momento… ^^”

  7. anonimo ha detto:

    Chi sta facendo una tesi su Suzuki?

  8. kekkoz ha detto:

    che domande!

    cmq ho visto i katakuris………..

  9. kekkoz ha detto:

    scusa per il cmq.
    mi correggo: COMUNQUE.
    (malattia dei 160 caratteri)

  10. cineblob ha detto:

    chi è l’anonimo curioso sulla mia tesi? non è “su Suzuki” ma sul noir giapponese contemporaneo… ovviamente nell’intro si parla anche di Seijun 🙂

  11. anonimo ha detto:

    Ma Suzuki mica e’ contemporaneo! O per contemporaneo si intende, come in Storia, successivo alla rivoluzione francese?

  12. anonimo ha detto:

    lo so che non è contemporaneo 😉 ma se si parla dello yakuza eiga di oggi bisognerà pure scrivere qualcosa sui maestri… o no?

  13. Gokachu ha detto:

    Yakuza eiga di oggi? Mica considererai, chessò, Miike e Kitano autori di “noir”? Probabilmente parlerai di un sacco di registi che non ho mai sentito 😛

  14. fuorisede ha detto:

    e perché no, scusa? se il termine noir lo consideri nella sua accezione estesa di cinema “nero” (come, oltre a me, hanno fatto illustri critici e studiosi, da Bocchi alla Novielli) allora hai un bel po’ di registi sotto mano, e Kitano e Miike sono sicuramente i due + significativi(ovviamente non TUTTI i loro film). Poi ci sono i due Ishii, Mochizuki, Aoyama, Kurosawa, e pochi altri. Ti ho convinto? 😉

  15. Gokachu ha detto:

    No ^^ Comuqnue le parole sono belle perché permettono fraintendimenti e definizioni alternative, ma con una definizione come quella anche Miyazaki forse fa noir, chissà. Alcune atmosfere di Laputa magari si prestano, dopotutto ci sono dei “cattivi” armati di pistola!

    Comunque sapevo che avresti citato qualche nome a me ignoto e son riuscito a fartelo sputare! (Mochizuki, Aoyama)

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