Il dittatore dello stato libero di Bananas

Pubblicato: ottobre 25, 2004 in Uncategorized

Il dittatore dello stato libero di Bananas di Woody Allen (USA, 1971)

Fielding Mellish, colladautore di bizzarri prodotti industriali, si innamora di Nancy, una svampita militante della sinistra americana. Dopo essere stato lasciato farà un viaggio nel piccolo stato di Bananas, fantomatica nazione del Sud America dove è in corso la rivoluzione di cui gli parlava Nancy. Dopo improbabili avvenimenti si ritroverà a fare il presidente del nuovo stato rivoluzionario.

Una demenziale parabola sull’interventismo americano, nonché su ciò che un uomo può arrivare a fare pur di piacere a una donna. L’Allen del terzo lungometraggio è scatenato e ipercinetico (bellissimo l’autointerrogatorio in tribunale). Il film accumula senza sosta una quantità smodata di gag pythoniane e alcune battute ormai storiche (“Avevo un buon rapporto, direi, con i miei genitori. Di rado mi picchiavano. Anzi, credo che mi picchiarono, in effetti, un’unica volta, durante l’infanzia. Cominciarono a picchiarmi di santa ragione il 23 dicembre del 1942 e smisero nel ’44, a primavera inoltrata.”).
Nonostante sembri un’innocua (e spassosa) commedia demenziale, Bananas (questo il titolo originale) lancia una serie di frecciate alla politica estera americana che non si dimeticano facilmente (il dialogo fra i soldati inviati in aereo dalla CIA è imperdibile).
Il momento più esilarante: il discorso del rivoluzionario Esposito al popolo. Puro genio.

commenti
  1. Ratinthewall ha detto:

    miii che strana coincidenza, in effetti. oggi chissà perché avevo in mente la canzoncina del film e ho messo la foto sul blog… purtroppo non riesco ancora a togliermela dalla testa: quiero una noche…

  2. goljadkin ha detto:

    tutto ok, anche se non ho capito perché scomodare i monty python

  3. anonimo ha detto:

    perché la sequenza del sogno in croce (con tanto di parcheggio) è puro python, e lo stesso anno usciva “And Now for Something Completely Different”.il mio cervello è rizomatico, non sono responsabile dei collegamenti che fa 😉

  4. anonimo ha detto:

    ma come?? e tacasci miiche??
    O__O
    paueroso, checco palermitano che parla di woody allen!

  5. kekkoz ha detto:

    uah uah, bellino

    non tra i migliori protoallen, ma bellino

  6. Ratinthewall ha detto:

    la scena della croce effettivamente è pythonatissima. bravo francé!
    p.s. quiero una noche/ quiero una noche de passion… aiuto, qualcuno me la tolga dalla testa!!!

  7. ManueleV ha detto:

    Ciao Cineblob, sei stato invitato ad entrare nella giuria ufficiale dei cinebloggers 🙂
    Sul sito http://cinebloggers.splinder.com/ c’è una FAQ nella barra a sinistra che ti sarà utile.

    Se ti interessa entrare scrivimi a manuelevannucci(at)tin.it

    Ciao e scusa l’OT.

  8. anonimo ha detto:

    I python c’entrano sempre, nel senso che tutto è partito da lì. Tuttavia nel caso di woody allen forse il riferimento più azzeccato sono i fratelli Marx (che a loro volta hanno ispirato i python e così via in un ciclo infinito :D) Ciaoo Rob

  9. anonimo ha detto:

    Cmq questo film è memorabile soprattutto perché segna il debutto di Silvester Stallone :PPP Ciaoo Rob

  10. goljadkin ha detto:

    non so, continuo a dire: i python hanno un sense of humor molto inglese, essendo inglesi. Insomma, Allen non l’avrebbe mai fatto un film come The Meaning Of Life. Quel capolavoro di episodio su protestanti e cattolici, roba che non fa parte degli isterismi newyorkesi del Nostro. O no?

  11. anonimo ha detto:

    Beh sai, la comicità dei Monty Python ha moltissime sfumature, una di queste è appunto la satira politica e soprattuto dei sociale inglese. Ma, secondo me, il minimo comun denominatore, “il marchio python” appunto sta nell’assurdo e nel paradosso. Ricordiamo anche che la comicità dell’assurdo è tipica del mondo britannico (prima dei Pythons vennero i Goons con Peter Sellers). Questo tipo di comicità è stato alla base di tutti i film demenziali (da Zucker/Abrahams per finire con i Simpson e South Park) praticamente degli ultlimi trent’anni. Le gag non-sense del primo woody allen possono tranquillamente ricollegarsi ai Python. E’ pur vero che se bisogna ricercare i fondatori di questo filone bisogna andare più indietro: i fratelli Marx (tanto adorati appunto da Allen) e Hellzapoppin’. Ciaoo Rob

  12. anonimo ha detto:

    Hellzapoppin’ lo adoro pur non avendolo mai visto… conosco tutte le gag a memoria 😉

  13. kekkoz ha detto:

    bellissimo hellzapoppin’
    ce l’ho in vhs!

  14. Ratinthewall ha detto:

    allen non parla di protestanti e cattolici, ma di ebrei e resto del mondo sì…

  15. scott.ronson ha detto:

    grandissimo film… io adoro la scena in cui va a fare rifornimento di cibo, anche quella molto python (tra l’altro ho preso il DVD di the meaning of life, e tanti saluti alle traduzioni del bagaglino…)

    ciaooo
    ale

  16. anonimo ha detto:

    vorrei spendere una parola per l’edizione dvd di The meaning of live: meravigliosa! (gli extra sono eccezionali, confesso di avere usato la modalità solitudine :D) Ciaoo Rob

  17. anonimo ha detto:

    P.S. La traduzione di The meaning of life era abbastanza valida. Quella indecente del bagaglino, IMHO il più brutto adattamento della storia, è nel film Holy Grail. Ad ogni modo è fuor di dubbio che la comicità Python si può comprendere pienamente in originale. Ciaoo Rob

  18. kekkoz ha detto:

    è vero, bellissimo il dvd.

    vedendolo in originale, ho scoperto che in fondo il vecchio doppiaggio fatto negli anni ’80 non aveva fatto tanti danni. il ridoppiaggio di quest’edizione dvd è terribile invece…

  19. anonimo ha detto:

    concordo, il vecchio doppiaggio era molto meglio…

  20. anonimo ha detto:

    Il nuovo doppiaggio è una robetta fatta così. infatti io mi tengo ben stretta anche la mia vhs con il vecchio doppiaggio :). Ciaoo Rob

  21. anonimo ha detto:

    Ci vedi solo una demenziale parabola sull’interventismo americano? Sul “facciamo la rivoluzione”, su Castro e il comunismo tropicale invece no eh? ^__^

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