Pubblicato: ottobre 7, 2004 in Uncategorized

Lavorare con lentezza di Guido Chiesa (Italia 2004)

Guido Chiesa, dopo essersi già occupato di Radio Alice, torna a parlare dei gloriosi (ma sono stati davvero tali?) giorni della radio libera bolognese per eccellenza. E lo fa con leggerezza, un budget basso e una sceneggiatura a cui hanno partecipato i Wu Ming (e si vede).
La storia della radio nata nel 1975 a Bologna in Via del Pratello, e diventata la voce degli scontri del ’77, si trasforma in una sorta di favola dolceamara sulle speranze di quei giovani, le loro illusioni, i loro sogni e, forse, i loro errori.
Interessante, e questo è probabilmente merito dei Wu Ming, come la storia dei due protagonisti, ladri loro malgrado, si mescoli per caso con le avventure dei giovani di Radio Alice. Spassosi i siparietti con i vecchi bolognesi in osteria (ma esistono ancora?), naif l’idea di risolvere parte degli eventi con spezzoni che fanno il verso alle comiche di un tempo.
Però.
Però è un film che può essere apprezzato totalmente solo da chi quei giorni li ha vissuti, o ha studiato a Bologna nel mito della Bologna che fu. I movimenti studenteschi sembrano generarsi dal nulla e il film si piega troppo su se stesso per dire qualcosa al di là delle risate (di ottima fattura, per carità) che riesce a suscitare. Se avesse avuto più coraggio, e meno faccia tosta, sarebbe stato decisamente più interessante. Così rimane un’innocua apologia, rischiando di diventare un “American Graffiti” per habitué di Via del Pratello.

commenti
  1. Ratinthewall ha detto:

    andrò a vederlo perché:
    per campanilismo, visto che guido chiesa è uno dei migliori registi piemontesi.
    per curiosità, visto che non so molto di questo argomento, se non per sentito dire.
    per i costumi, che mi sembrano davvero azzeccati.

  2. kekkoz ha detto:

    non so perché, ma faccio fatica a farmi venire la voglia di andarlo a vedere… e sì che lo aspettavo… bah.

  3. anonimo ha detto:

    mmh,sono sempre più indeciso sul vederlo o meno…
    per ora ho altre priorità (a cominciare da le conseguenze dell’amore), poi dipenderà dal portafoglio 🙂

  4. Ratinthewall ha detto:

    tiprego tiprego tiprego, spiegami come si fa a mettere i link ai singoli film come hai fatto nella colonna qui a destra. grazie! 🙂

  5. cineblob ha detto:

    facile: devi modificare il template e fare una serie di collegamenti ai permalink dei singoli post, ok? 😉

  6. Jupiter ha detto:

    Checco, spieghi meglio (ossia peggio) della mia ex prof di matematica.

    O______o

  7. Jupiter ha detto:

    ps=questo post l’ho letto 😉

  8. scott.ronson ha detto:

    io non l’ho trovato così settario. Per certi versi autocompiaciuto, certo, ma non così mirato. Tutto sommato, esprime anche le contraddizioni del periodo, presenta in nuce tutte le future derive, dalla lotta armata alla trasformazione della battaglia per la libertà di comunicazioni in terreno di conquista per l’impresa economica…
    E comunque gli va riconosciuto il merito di provare a trattare un periodo secondo un’ottica per gran parte del pubblico inedita.
    a.

  9. caleidoscopique ha detto:

    per me hai scritto un pout pourri di cavolate, scusa ma, io non sono di bologna, non ho mai visuto lì, ho 19 anni, eppure il film m’è piaciuto ugualmente.
    Inoltre non potevano (nè volevano) fare un documentario ui movimenti studenteschi (altro che film, trilogie da 3 ore l’uno, più lungo del signore degli anelli).
    “Se avesse avuto più coraggio, e meno faccia tosta, sarebbe stato decisamente più interessante”: questa me la spieghi.
    ciao
    c

  10. caleidoscopique ha detto:

    non è un attacco, sono solo molto stanco e quando leggo cose che mi sembrano sciocche la mia puntigliosità salta fuori con prepotenza e non la controllo bene.
    ciao
    c

  11. cineblob ha detto:

    Il documentario Chiesa l’aveva già fatto in effetti… ma la questione non è questa.Il film è “carino”, punto. Una commediola innocua, niente di più. Invece di fare l’ennesima elegia del ’77 “fumati e contenti” (già vista in paz) avrebbe potuto parlare di più dei movimenti studenteschi e delle università (senza diventare un doc… per carità). ecco cosa intendo per “più coraggio, e meno faccia tosta”. Magari giocarsi qualche siparietto divertente per parlare di quello che succedeva nelle università in quei giorni. In ogni caso non mi è piaciuto, spiacente per le cavolate :-/

  12. scott.ronson ha detto:

    ops, ti ho portato la guerra in casa… 😉

    capisco il tuo punto, effettivamente nel film i movimenti sembrano un po’ germinare dal nulla, si presuppone una conoscenza pregressa dei fatti storici che ci stanno dietro (che per forza di cose devono essere lasciati un po’ indietro, in un film del genere).
    Spero che nell’edizione in DVD ci siano extra in questo senso, comunque (il documentario di chiesa, magari… c’eri alla proiezione a DSC? Con la lalli in versione barricadera?)

    a.

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