Ichi the killer

Pubblicato: agosto 18, 2004 in Uncategorized

Ichi the killer di Takashi Miike (Giappone 2001)

Anjo, un boss della yakuza, viene massacrato da un misterioso e sanguinario killer: Ichi.
Il suo fedele e masochista vice, Kakihara, inizia subito una ricerca senza sosta per ritrovare il capo di cui ha bisogno. Una ricerca che lo porterà a scontrarsi prima con gli altri clan di Tokyo, e alla fine con lo stesso Ichi, in una battaglia mortale sui tetti di Tokyo.

Per quanto poco conosciuto, e ancor meno distribuito, "Ichi the Killer" è già un film cult. E non è difficile immaginare il perché visto che lo stesso Tarantino ha incluso questo film fra le fonti ispiratrici del suo incensato "Kill Bill vol.1".
Basato su un manga di Hideo Yamamoto, fra l'altro direttore della fotografia di "Ringu 2", "Ichi the killer" è un viaggio nella psiche malata dei suoi personaggi, e in quella ancor più malata dei suoi spettatori. Spettatori vittime consenzienti e compiaciute, come Kakihara, del sadico gioco del prolifico e anarchico regista giapponese.
Con "Koroshiya 1" (questo il titolo originale) Miike ancor di più che in altri lavori la rappresentazione della violenza sullo schermo, raggiungendo dei livelli che definire fastidiosi sarebbe un eufemismo.
Mutilazioni, torture e atrocità di ogni genere sono l'unica forma di comunicazione per il masochista Kakihara, orfano del sadico boss Anjo. Accanto a Kakihara, yakuza pieno di piercing e dal sorriso "aperto", una galleria di personaggi perversi e deviati, che culmina con Ichi: killer efferato e sadico, eppure timido e piagnucolone.
Sembra non conoscere limiti Miike. E quando li conosce non sembra volerli rispettare. La violenza del film, osannata anche da un'abile campagna promozionale con tanto di Vomit Bag in sala al Festival di Toronto, è francamente fastidiosa e difficile da digerire.
Eppure il film non è fatto solo di questo. Il montaggio dei primi cinque minuti, con i titoli di testa, vale la visione dell'intero film. Così come la frenesia della macchina da presa e le scelte di ripresa grandangolari e spiazzanti.
Miike non fa film perversi e violenti.
Miike fa film belli che sono perversi e violenti, ecco il punto.
Per il pubblico è una sfida: scoprire fino a che punto può sopportare ciò che vede. E chiedersi se a volte fa più male ciò che non viene mostrato del tutto invece di ciò che viene palesato senza freni.
Se pensate di essere dei fan dell'ultraviolenza procuratevi questo film, e dopo averlo visto ditemi se vi piace. Per tutti gli altri la visione è sconsigliata, a meno che le lezioni di anatomia e le autopsie non siano la parte che preferite del vostro corso di medicina legale.

commenti
  1. HectorBelascoaran ha detto:

    ti farò una domanda stupida ma…come diavolo mi procuro i film di Mike? sono introvabili!…(Audition è stato trasmesso recentemente su sky…ma “Ichi”?)…sorry per la domanda da profano…

  2. cineblob ha detto:

    viva i profani ;)o li scarichi in peer to peer dalla rete (e se ne trovano, te l’assicuro) oppure, come me, ordini i Dvd via internet. That’s all….

  3. anonimo ha detto:

    Personalmente continuo ad optare per i peer to peer. è il metodo più pratico e veloce.
    Bellissima recensione. Ho visto Ichii qualche mese fa e ancora sto cercando di riprendermi. E sono ancora indeciso se siano più belle le sequenze iniziali o lo splendido e allucinato finale…

  4. Jupiter ha detto:

    O___________________o

  5. anonimo ha detto:

    Non sono fanatico dell’ultraviolenza, però stò Ichi the Killer avrei molta curiosità di vederlo, se non altro perché è considerato il capolavoro di Takashi Miike (che per il resto mi si dice essere un regista mediocre e non potrebbe essere altrimenti visto che fa un film al mese) ciaoo Rob

  6. fuorisede ha detto:

    aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhh! Miike mediocre?!!? Basta i miei occhi non sopporteranno tali offese, li trafiggo con degli spilli (vedasi alla voce “Audition”…) =-X

  7. VicioUmiegghiu ha detto:

    sticazzi, io ho sentito che è molto geniale…

  8. anonimo ha detto:

    Boh secondo me Miike è sopravvalutato (per via di tutto questo tam tam organizzato dai fan), basta vedere the Call 😦 …., cioè, non fraintendetemi, è innegabile che sia un regista dotato di grande talento e di stile molto personale, ma che si annacqua irrimediabilmente se fa sei film all’anno (alcuni dei quali molto “di cassetta” poi) Ciaoo Rob

  9. fuorisede ha detto:

    gran parte della produzione del primo Miike è di cassetta. prodotti video pensati per la distribuzione in tv ma sicuramente con qualcosa in più del normale. Che male c’è in fondo? Pensiamo a The kingdom di Trier… The Call è un caso a parte (leggasi “giocattolo per fare soldi”). In ogni caso un regista così prolifico e con uno stile così personale è sicuramente degno di attenzione 😉

  10. anonimo ha detto:

    ma the kingdom che c’entra? E’ pensato per la tv, ma mica è si cassetta! e allora pure Fanny & Alexander di Bergman? Cmq mi avete frainteso: anche io dico che è degno di nota, solo che è un po’ sopravvalutato. Ciaoo Rob

  11. fuorisede ha detto:

    the kingdom è una prova del fatto che si può fare cinema con i mezzi (gli stilemi, il linguaggio, i tempi…) del video, invece che della pellicola. That’all. Miike sopravvalutato? Ma se è praticamente sconosciuto e il suo ultimo the call ha ricevuto anche “celebri” stroncature? :-?Ho avuto modo di vedere quasi una decina di film di Miike e ti assicuro che continuo a reputarlo “sottovalutato”…

  12. anonimo ha detto:

    Su the kingdom naturalmente concordo, ma questo è un altri discorso… Su Miike dico questo perché è sicuramente il regista asiatico hard boiled più conosciuto da noi (spesso solo di nome e fama of course :-o), mentre ci sarebbero molti altri registi jappo e coreani che meriterebbero di essere conosciuti di più. Ciaus Rob

  13. cineblob ha detto:

    su questo concordo.. Kurosawa Kyioshi, Sogo Ishii, Takashi Ishii, Koji Wakamatsu, etc… etc… etc… per non parlare dei coreani. intanto accontentiamoci di Miike e Kim Ki-Duk 😉

  14. anonimo ha detto:

    bene alla fine concordiamo tutti, che bello ;D P.S. ti consiglio questo forum se non lo conosci già, molto interessante http://www.freeforumzone.com/viewForum.aspx?f=33834 Ciaoo Rob

  15. cineblob ha detto:

    concordo di nuovo! (sono picciriddo e vinciuso e voglio l’ultima parola ;-P)

  16. anonimo ha detto:

    L’ho visto. Mi è piaciuto anche se non è il suo migliore film (che resta per me sempre VISITOR Q!)

  17. anonimo ha detto:

    Non male come recensione; breve ed efficace quanto serve. Di tutti i film di Takashi Miike che conosco, “Koroshiya 1” è di sicuro il mio preferito, forse anche perché sono una grande fan pure dell’autore del fumetto cui Miike si è ispirato (Hideo Yamamoto appunto). Peccato che sia un film difficile da recensire, a giudicare almeno dalla quantità di idiozie che ho letto in altri siti (Ichi è stato assurdamente accusato di essere un film “misogino”, e sono addirittura stati trovati degli errori registici inesistenti!).

  18. Testavuota ha detto:

    "Miike non fa film perversi e violenti.
    Miike fa film belli che sono perversi e violenti, ecco il punto."

    Con questa frase hai detto tutto… Sei un grande, complimenti.
    Se ti interessa è uscito, in Giappone, il suo nuovo film, Yattaman (non so se vedevi il cartone animato). Il titolo però è Yatterman, guardalo, è bellissimo, del genere cartoon in carne e ossa però, non crudo e violento.

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