Pubblicato: agosto 2, 2004 in Uncategorized

Battle Royale di Fukasaku Kinji (Giappone, 2000)


In un futuro non troppo lontano il sistema sociale giapponese è al collasso. La società si fida sempre meno delle nuove generazioni e la criminalità giovanile dilaga. In questo clima di instabilità e paranoia viene instituito il Battle Royale act, una legge che stabilisce che una volta l’anno una classe di studenti sia confinata su un’isola con un ultimo drammatico compito: massacrarsi a vicenda fino a che non rimanga un unico sopravvissuto, il vincitore del Battle Royale.

E’ a partire da queste premesse che si sviluppa l’incubo fanta-distopico di Battle Royale. Tratto dal romanzo best-seller di Koshun Takami, e benedetto dalla presenza di un’eccezionale Beat Takeshi, il film di Fukasaku è un saggio geometrico ed elegante sulla violenza. La violenza del sistema e la violenza del singolo come risposta al sistema.
Un film lineare e ordinato, scandito dalle musiche di Bach e dai puntuali bollettini di morte annunciati dagli altoparlanti dispersi per l’isola e dalle scritte in sovraimpressione, che tengono il conto alla rovescia degli studenti come se si trattasse di un videogioco. Un film violento, sicuramente. Ma quella di Battle Royale, come capita spesso nel cinema giapponese, è una violenza talmente stilizzata ed estrema da risultare quasi estetica.
Sono diverse le radici su cui è cresciuto questo piccolo capolavoro di ultraviolenza. Sicuramente “Il signore delle mosche”, ma anche il Carpenter di “1997: fuga da New York”. Ma mentre “Il signore delle mosche” mostra la nascita della violenza come un processo naturale al di fuori della società, Battle Royale procede in direzione opposta. La violenza diventa una risposta meccanica ai bisogni del sistema sociale. Un sistema che premia, paradossalmente, la parte più brutale e antisociale dell’animo umano, attraverso un massacro seguito in diretta da milioni di persone come una nuova, e spaventosa, catarsi collettiva.
Affascinante il personaggio dell’insegnante-aguzzino, tratteggiato con la solita comica freddezza da un Kitano in forma smagliante. Di Battle Royale esiste un seguito. E anche un manga attualmente pubblicato in Italia. La caccia è aperta…

commenti
  1. VicioUmiegghiu ha detto:

    Dio mio che capolavoro! E poi solo solo la presenza di Beat Takeshi…

    Senti, conosci ULTIMO RIFUGIO: ANTARTIDE di Kinji Fukasaku? Conosciuto anche come VIRUS. Con Glenn Ford, Sonny Chiba, Henry Silva e Bo Svensson…

  2. cineblob ha detto:

    Purtroppo non l’ho visto. Lui in Giappone è una specie di totem vivente del cinema. Se vedi il making of di battle roayale 2 scopri anche che è un vecchietto eccentrico e sadico 😉

  3. Testavuota ha detto:

    Ne parlo anche io nel mio blog, ma in termini molto meno lusinghieri. La realtà è che il film non regge assolutamente il confronto col film, e non solo, è un prodotto abbastanza scadente. Comunque non sto a dire tuto qui, ho scritto un post apposta. Ti dico solo che mentre il libro merita un 8 il film merita un misero 4.

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