Pubblicato: luglio 29, 2004 in Uncategorized

Gokudô kyôfu dai-gekijô: Gozu di Miike Takashii (Giappone, 2003)

Miike Takashi è quel tipo di regista che, più lo scopri, più ti confonde.

Esistono registi, come Hitchcock ad esempio, per cui ogni film è un mattone di un opera comune chiamata filmografia (o poetica).

Miike è uno di quelli difficili. Un vulcano produttivo che gioca coi generi, saltando da uno all’altro. Ti convince di essere estremo e violento e poi realizza un film-poesia come “Bird people in China”.

Gozu aumenta questa confusione. Uno yakuza movie? Si. E poi? Poi un incubo alla Lynch, e una mutazione alla Cronenberg.

La storia strampalata di uno yakuza ammattito, e di un suo amico che è stato incaricato di eliminarlo, si trasforma in breve in un pochade surreale e onirica. Un viaggio fatto di baristi trans e yakuza ammattiti, perversioni familiari e seni carichi di latte.

Un carnevale di freak che non sfigurerebbe nell’incubo di un circense.

Uscendo dal cinema qualcuno ha detto in francese “tres… TRES bizzare”. Sono d’accordo.

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