Pubblicato: giugno 17, 2004 in Uncategorized

Non ti muovere di Sergio Castellitto (Italia 2004)


La storia di un amor fou sbocciato per due bicchieri di vodka ghiacciata di troppo e cresciuto tra squallide periferie romane, supplì freddi e convegni di chirurgia prostatica.
D’accordo, parliamone seriamente: ma c’è davvero qualcuno che trova interessante un film del genere? La storia è noiosa e banale: un uomo, diviso tra due donne, è costretto a rinnegare il vero amore per la famiglia.
Le situazioni strappalacrime sono al limite della più banale ricerca del drammone. A questo aggiungete la visione angelica-new age di Penelope Cruz senza una scarpa sotto la pioggia e avrete un quadro dell’insieme.
Il VERO NUOVO CINEMA ITALIANO è altrove. Nei Winspeare, nei Martone, nei Garrone, nei Ciprì e Maresco. Non in questo Castellitto che per i primi cinque minuti fa il verso a De Palma e poi ci annoia con lacrimoni facili. Colpa del romanzo (pluripremiato) della Mazzantini, moglie di Castellitto, da cui è tratto?
Adoro Castellitto, in “L’ora di religione” è stato semplicemente eccezionale, e anche qui recita senza risparmiarsi. Ma questo film, no. Proprio no.
In USA ovviamente ne andranno pazzi, andatevi a leggere il commento lasciato da un newyorkese su imdb.com: “Certainly the most original Italian film-making that I’ve seen since the work of director Federico Fellini in the 50’s and 60’s” (!!!). Questo, ovviamente, perché negli Stati Uniti il cinema italiano Ã¨ (solo) Fellini. Poveri loro…

commenti
  1. mimidef ha detto:

    finalmente qualcuno che ha il coraggio di dire che questo film è una cafiata!
    per quanto riguarda il libro, dopo le prime trenta pagine l’ho scagliato dalla rupe Tarpea…

  2. mimidef ha detto:

    P.S. non dimenticare Crialese!

  3. cineblob ha detto:

    grandissima 😉 mò vado a comprarmi una copia della mazzantini anch’io e la getto da San Luca :-))

  4. kekkoz ha detto:

    anch’io ne ho scritto molto male, non mi ha convinto per niente – d’accordo con te!

  5. kekkoz ha detto:

    cito dal mio blog: “un’opera dall’impianto visivo limitato e dall’emotività ricattatoria” – e aggiungo: sto andando a vedere il film di Kim Ki-Duk, ti farò sapere

  6. anonimo ha detto:

    invidia… 😉

  7. anonimo ha detto:

    l’ho visto. bellissimo. ne scrivo più tardi. vai a vederlo appena puoi. ciao ciao.

  8. anonimo ha detto:

    ho letto la tua recensione di21grams,lo vedrò stasera al cinema all’aperto, promette benino(sean penn e benicio del toro da soli promettono benissimo).
    un altro regista che adora incastrare storie e personaggi apparentemente avulsi tra loro è Julio Medem(quello di Lucìa y el sexo): “los amantes del cìrculo polar” secondo me è un capolavoro. Credo non sia mai uscito in Italia, zob!

  9. anonimo ha detto:

    Ciao, scusami per l’intrusione…è un po’ che seguo questo blog che ho casualmente incontrato un po’ di tempo fa mentre curiosavo sulla rete, alla ricerca di materiale su alcuni cineasti nipponici, in particolare Tsukamoto, Ishii, Aoyama e Miike. Cercavo un contatto diretto via email, ma sul blog non c’è.

    Volevo invitarti a visitare il portale di cui sono responsabile editoriale, http://www.interzona.cc…ci occupiamo di arti digitali, ma anche di cinema, musiche contemporanee, letteratura…pensavo di proporti una collaborazione se ti andava…ti lascio la mia email se la cosa può interessarti.

    Saluti, Leandro.
    associazione@interzona.cc

  10. kekkoz ha detto:

    ma sei Leandro l’amico di Marta? 🙂 ciao, lea’!

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